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Condominio: i danni alla facciata dell`edificio causati da animali

Condominio: i danni alla facciata dell`edificio causati da animali

La responsabilit del proprietario del cane per i danni causati dai bisognini alla facciata degli edifici e la condotta da attuare per limitare i danni

Avv. Marco Sicolo - I danni a beni immobili causati dalle deiezioni degli animali domestici rappresentano un argomento molto dibattuto, perch coinvolge interessi contrapposti che appaiono entrambi meritevoli di adeguata tutela.

Da un lato, infatti, c' il legittimo diritto dei proprietari dell'edificio a non vedere imbrattata la facciata dell'immobile o altre sue parti, come gradini e soglie d'ingresso. Dall'altro, non pu certo negarsi il diritto-dovere del proprietario dell'animale di portarlo a spasso, anche allo scopo di consentirgli di espletare i propri bisogni naturali.

Imbrattamento edificio, cosa si rischia
Danni causati dai cani: i precedenti giurisprudenziali
Il rispetto di ordinanze e regolamenti

Imbrattamento edificio, cosa si rischia

L'argomento stato pi volte oggetto di controversie giudiziali, che possono riguardare sia gli aspetti civili riguardanti il risarcimento del danno e la riduzione in pristino a carico del proprietario dell'animale, sia i risvolti penali della vicenda.

La pip del cane, infatti, pu causare imbrattamento o deturpamento dell'edificio, circostanza rilevante ai fini della configurabilit del reato di cui all'art. 639 del codice penale. La lettera di questa norma prevede l'applicabilit di una sanzione pecuniaria pari, nel minimo, ad euro 103. La multa pu ammontare fino a 1.000 euro se l'episodio ha per oggetto un immobile, e fino a 3.000 se il bene di interesse artistico. In quest'ultimo caso, addirittura ipotizzabile la reclusione fino ad un anno per il responsabile del danno.

Come si vede, una banale attivit quotidiana come "portare gi il cane", pu avere risvolti giuridici non indifferenti.

Danni causati dai cani: i precedenti giurisprudenziali

Sull'argomento si pronunciata anche la Corte di Cassazione, con la nota sentenza n. 7082 del 2015, che ha, in un certo senso, escluso la responsabilit del proprietario che si attivi immediatamente per riparare i danni causati da Fido.

In particolare, la Suprema Corte ha premiato il comportamento del proprietario che si era premunito di una bottiglietta d'acqua per lavare e diluire la pip del suo cane. Tale condotta, anzich contribuire a configurare il dolo eventuale del soggetto, denotava invece la sua consapevolezza che un simile evento potesse accadere anche in posti diversi da un'aiola o giardinetto.

Sebbene, infatti, possa pretendersi che il proprietario cerchi di dissuadere l'animale dal fermarsi vicino a un edificio, non si pu per arrivare a pretendere che si impedisca l'atto dell'animale con metodi che potrebbero sfociare nel maltrattamento.

Detto questo, restano ferme, ovviamente, le pretese civili al risarcimento dei danni eventualmente causati all'edificio.

Il rispetto di ordinanze e regolamenti

L'argomento rileva anche sul piano del rispetto dei regolamenti comunali e della convivenza civile in condominio.

Sotto il primo profilo, ad esempio, accaduto che il proprietario fosse stato multato con una sanzione amministrativa per non aver pulito la sede stradale, dopo che il cane aveva fatto i suoi bisogni. Come si vede, sul punto rilevano anche le disposizioni eventualmente contenute in ordinanze e regolamenti comunali, il cui contenuto pu variare da citt a citt.

Per quanto riguarda la vita in condominio, invece, sebbene il nuovo testo dell'art. 1138 c.c. disponga che il regolamento condominiale non pu vietare il possesso di animali domestici, rimane ferma la responsabilit (civile e penale) del proprietario in ordine ai comportamenti dell'animale che causino danni a cose e persone, immissioni sonore e odori intollerabili.

Vai alla fonte della notizia https://www.studiocataldi.it/articoli/32250-condominio-i-danni-alla-facciata-dell-edificio-causati-da-animali.asp

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